BRUNO CASSINARI

Corrente









PRODUZIONE ARTISTICA

espressionismo, cubismo, Corrente


La Galleria è interessata all’acquisto di opere di questo artista.

Consultare la disponibilità delle opere
qui

Se volete essere contattati qualora siano disponibili in futuro delle opere di questo autore inviateci i Vostri dati:

tramite una email specificando la vostra richiesta a:
galleriascarchilli@gmail.com

altrimenti utilizzando il modulo contatti del sito qui


TORNA ALL’ELENCO DEGLI ARTISTI



TORNA ALLA HOME



BIOGRAFIA



Bruno Cassinari (1912-1992) nacque a Gropparello, in provincia di Piacenza ed iniziò la sua formazione artistica presso l’Istituto Gazzola di Piacenza negli anni Venti, periodo al quale fece seguito il trasferimento a Milano, dove seguì i corsi presso l’Umanitaria, la scuola del Castello Sforzesco. Successivamente, dal 1934, frequentò l’Accademia di Brera, dove si diplomò nel 1938, sotto la guida di Aldo Carpi.
Dopo aver vinto, nel 1939, il premio Littoriali, nella città di Milano egli fu coinvolto dal clima che animava il gruppo di Corrente, formato da Cassinari, Treccani, Morlotti, Guttuso, Birolli, Chighine, Ajmone, De Grada, con il quale espose presso la Permanente e presso la Galleria Grande, rimanendo sempre in contatto con esso lungo tutto il corso della propria carriera.
Al 1941 risale l’allestimento della sua prima personale tenutasi nella Bottega degli artisti di Corrente ed accompagnata dalla presentazione di Elio Vittorini. Seguì la premiazione con il III Premio di Bergamo, manifestazione nella quale, l’anno successivo, si impose come uno degli artisti più significativi del suo tempo, tra coloro il quali desideravano staccarsi dal rigore del gusto ufficiale.
Per sottrarsi ai rastrellamenti fascisti, nel 1942 si rifugia, assieme ad Ennio Morlotti, nella località di Mondonico e durante l'estate a Gropparello.
Poi, nel 1943, a seguito di pesanti difficoltà economiche, con l'intervento del collezionista Della Ragione, La Bottega degli Artisti di Corrente diventa Galleria della Spiga e di Corrente. Qui vengono esposte opere di Cassinari, Morlotti e Treccani.
Il legame tra Cassinari e Morlotti si consolida e insieme progettano il manifesto per la Festa dei Lavoratori. Al "Premio Fra Galgario per Ritratto e Autoritratto", Cassinari conquista con un ritratto il primo premio a pari merito con Bernasconi e Morlotti. Si aggiudica anche il primo premio alla Mostra "Pro Fondo Matteotti", Galleria Guglielmini a Milano.
Nasce il periodico "Il 45", destinato a un breve decorso: viene fondato da Cassinari insieme a De Grada, De Micheli, Gatto, Guttuso, Morlotti, Treccani, Terra e Vittorini.
Negli anni successivi proseguì la sua attività espositiva, che riprese anche dopo la seconda guerra mondiale, motivata anche dal fatto che, nel 1946, aderì alla Nuova Secessione Artistica sviluppatasi a Venezia, allontanandosene però prima che questa si costituisse in Fronte Nuovo per le Arti.
Nel '47 Cassinari partecipa alla rassegna "Quarante ans d'art italien du futurisme à nos jours", presso il Musée Cantonal des Beaux Arts a Losanna. Si reca a Parigi con i compagni Birolli, Morlotti, Morosini e conosce le opere di Picasso.
Quindi, nel '48, si presenta alla XXIV edizione della Biennale di Venezia, dopodiché alla Mostra Nazionale d'Arte "Premio città di Alessandria", dove vince il primo premio con "Nudo nella Cattedrale".
Nel 1949 apre uno studio ad Antibes nei pressi del Museo Grimaldi. Qui fa la conoscenza di Braque, Chagall, Eluard e Cocteau.
Dopo il soggiorno francese tornò poi in Italia dove espose presso la XXV Biennale di Venezia, nel 1950, dove venne consacrato tra i maggiori pittori italiani. Le partecipazioni alle Biennali veneziane si riproposero con successo lungo tutto i corso della sua carriera.
L’attività espositiva di Cassinari fu sempre molto fervente, portandolo a partecipare alle più importanti manifestazioni artistiche italiane ed estere, come la Biennale di San Paolo e la Kurt Valentin a New York, entrambe nel 1953, ottenendo sempre premi, riconoscimenti e un notevole successo di pubblico e critica.
Nel 1954 venne allestita una sua personale presso la Galleria Il Milione di Milano, seguita da un’ulteriore personale alla Nordisk Kunsthandel di Copenaghen.
Accanto all’attività di pittore si occupò anche delle scenografie e dei costumi per il balletto España, di Emmanuel Chabrier, svoltosi al teatro La Scala di Milano. Inoltre, partecipò all’Esposizione Mondiale Documenta di Kassel.
All’VIII Mostra Nazionale Premio del Fiorino di Firenze, nel 1957, ottenne il Diploma aureo della città. Si susseguirono senza sosta partecipazioni a concorsi e manifestazioni, anche al di fuori dei confini nazionali, come Londra, Monaco e Berlino, dove organizzò importanti mostre personali, promuovendo la propria arte con un notevole successo.
Per l’editore Cappelli di Bologna eseguì la copertina del saggio di Anna Frank “Il mago e altri racconti”.
Contemporaneamente alla sua attività espositiva, nel 1962, gli venne commissionata un’importante opera per la chiesa di Santa Barbara a Metanopoli, La Madonna della Speranza, la quale venne collocata nella sua sede nel 1966.
La sua attività continuò senza sosta, toccando importanti mete internazionali, al fianco di artisti di grande levatura. Nel 1968 l’editore e stampatore De Tullio di Milano pubblicò una cartella con trentacinque, tra acqueforti ed acquetinte, sistema produttivo dell’artista, alternativo alla pittura tradizionale, molto apprezzato dalle case editrici che se ne servirono come illustratore. Tra questi lavori ci fu l’illustrazione del Satyricon di Petronio per l’Editore Palazzi di Milano, disegni che successivamente, nel 1972, presentò presso la Galleria Pace di Milano. La casa editrice Electa pubblicò inoltre una monografia su Cassinari curata da Carlo Pirovano, la quale venne tradotta anche in francese nel 1970.
Negli anni Ottanta, ormai al culmine della sua carriera, continuò a partecipare ad esposizioni personali e collettive, e diverse furono le mostre antologiche a lui dedicate quando ancora egli era in vita, come quella promossa dalla sua città natale, nel 1983, presso Palazzo Farnese, nella quale oltre ai dipinti furono esposte sculture, incisioni e disegni. L’ultima personale, svoltasi quando l’artista era ancora vivente, si tenne alla Galleria Montrasio di Monza nel 1992.
Morì improvvisamente nel proprio studio nel 1992, ma le sue opere non cessarono di essere esposte con frequenza presso le più importanti manifestazioni artistiche italiane, attraverso mostre antologiche a lui dedicate.
Il lavoro di Bruno Cassinari fu sempre largamente sostenuto dalla critica ufficiale, ottenendo anche un grande successo di pubblico, testimoniato dalle importanti commissioni da parte di enti ed istituzioni pubbliche e private ottenute dall’artista. Attraverso i volumi monografici a lui dedicati è inoltre possibile, avere un’idea di quella che fu la vulcanica produzione dell’artista, il quale spaziava dalla pittura alla scultura, passando attraverso l’illustrazione di volumi e la grafica. Caratteristiche dell’opera di Cassinari sono le figure femminili, i paesaggi e le marine, costruite con un tratto essenziale ed arricchite da un’accesa cromia. Partendo dall’attenzione verso il Fauves e l’Epressionismo tedesco, si avvicinò gradualmente ad un linguaggio di stampo Cubista. Egli sembra meditare profondamente sulle proprie produzioni, utilizzando il colore come principale strumento espressivo, sia quando questo si accende in tonalità squillanti, sia quando esso sprofonda in cromie più buie. Il suo modo di porre i colori in contrasto piuttosto che di accostarli in cromie graduate, colpisce inevitabilmente lo spettatore. La sua pennellata è decisa, violenta, costruisce le forme attraverso rapide campiture di colore, in grado di colpire gli animi, con quello che la critica ha definito “gesto-colore”.