GABRIELE DE VECCHI

Gruppo T, orafo, architetto









PRODUZIONE ARTISTICA

arte cinetica, gruppo T


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BIOGRAFIA



Nasce a Milano nel 1938. Tra i fondatori del Gruppo T, è autore di lavori che spaziano dalla progettazione di ambienti interattivi a interventi nel contesto urbano e architettonico, alla creazione di oggetti di design. Formatosi nel laboratorio per la lavorazione dell'argento fondato nel 1935 dal padre Piero, scultore, incisore e artista eclettico vicino alle avanguardie futuriste, si laureò nel 1979 in architettura al Politecnico di Milano, insegnando poi progettazione dell'argento nell'ambito del corso di gioielli presso l’Istituto europeo di design (1991) e basic design presso la facoltà di architettura del Politecnico di Milano (1997-2003). Nel 1959 con G. Anceschi, D. Boriani e G. Colombo costituì il Gruppo T che, distaccandosi dalla poetica informale, concepì l'opera d'arte come incessante variazione. Opere. Nella vasta produzione si ricordano: la collezione di oggetti per la tavola Arganto (1970), i vasi Phoemina (1978), la collezione di gioielli Silver and stone (1980), la libreria Book (1996) in cristallo e travertino, la collezione Trasparenze e riflesso (2004). Del 1960 è la prima esposizione collettiva del Gruppo T(Miriorama 1), a cui hanno fatto seguito molte altre. Del 1969 è la prima importante personale di De V. alla galleria Diagramma di Milano con Ambiente a linee di luce - Parametri luminosi. Tra le più recenti esposizioni: la mostra del laboratorio di argenteria De Vecchi works allo Sterkshof di Anversa (2002), Gli ambienti del GruppoT - Le origini dell’arte interattiva alla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma (2005-06). 
L’analisi degli scritti di Gabriele De Vecchi permette di raccontare il suo lavoro e di capire il periodo in cui ha operato. La varietà di linguaggi in cui si è espresso rispecchia la molteplicità degli ambiti di cui si è occupato. Accanto ai testi dell’artista d’avanguardia e dell’intellettuale impegnato, vi è un cospicuo corpus di testi dedicati alla riflessione sull’artigianato a partire dalla propria esperienza imprenditoriale. Un’attività teorica, critica e divulgativa che culmina nel libro Artigiano immaginario (2010), una colta riflessione sul passaggio dalle arti minori al design svolta attraverso l’artificio letterario dell’intervista impossibile a personaggi del passato, corredata da un piccolo trattato di metallurgia dell’argento che coniuga la cultura del progetto e la conoscenza profonda di un mestiere svolto in prima persona. De Vecchi è stato un progettista impegnato nel senso che in ogni ambito in cui ha operato ha riflettuto a fondo sul senso del proprio operare, affidando tale riflessione alla scrittura.